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VITTORIO IL BARBUTO  romanzo di Guido Pagliarino

Leggi sotto la presentazione di "Vittorio il Barbuto"

Leggi la recensione di Daniela Monreale all'opera, sulla rivista "La Nuova Tribuna Letteraria" n. 103 anno 2011

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Libro cartaceo "Vittorio il Barbuto",  racconto lungo, Terza edizione dell'opera riveduta e variata, Editrice Tektime, ISBN

 

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Libro cartaceo "Vittorio il Barbuto",  racconto lungo, Prima edizione, GDS Edizioni   ISBN 9788896961537 (Fuori Catalogo)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E-book "Vittorio il Barbuto",  racconto lungo, Terza edizione, Tektime, conforme alla Seconda, ISBN

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E-book  "Vittorio il Barbuto",  racconto lungo,  Seconda edizione riveduta, ISBN  9781311752932

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 PRESENTAZIONE    TOP

Questo racconto lungo, o romanzo breve, basato sulle figure del vice questore Vittorio D’Aiazzo e del suo amico Ranieri – ‘Ran’ - Velli, si svolge nell’anno 1972 e la storia, come già nel romanzo "Il Metro dell'Amore Tossico (Il Poeta e il committente)" ambientato un triennio prima, in parte si svolge a New York e in parte a Torino. Come nella precedente opera troviamo, oltre ai due personaggi principali, figure comprimarie quali l’editore Mark Lines e il gelido miliardario Donald Montgomery, già direttore dell’FBI di New York e ora membro del Senato e candidato alla Presidenza degli Stati Uniti contro il presidente uscente M. N. Richard: La sera del 30 marzo 1972 viene uccisa, durante un banchetto elettorale organizzato dallo stesso Montgomery, una giovane, ricca signora sua grande elettrice, moglie del ricchissimo Peter White, sistematica adultera che aveva amato, prima del matrimonio, Vittorio e poi Ranieri: un misterioso individuo appare all’improvviso sulla porta del salone da pranzo, ammazza una guardia giurata che l’ostacola e quindi fredda la donna, poi fugge riuscendo a eclissarsi. Dell’assassino, mascherato nella parte superiore del volto, appaiono evidenti ai convitati, fra cui siede Ranieri Velli, solo la taglia massiccia, l’altezza modesta e la gran barba grigiastra, tratti caratteristici del D’Aiazzo; e per di più, in quelle stesse ore il vice questore non era in Italia ma proprio a New York, assieme alla sua fidanzata Marina Ferdi, vedova del defunto commissario Verdoni, già vice di Vittorio; niente di meno, il nome del D’Aiazzo risulta incluso nella lista degl’invitati al riservatissimo banchetto. A parte Ranieri Velli cui fa velo l'amicizia, i testimoni ravvisano e indicano come assassino il vice questore che viene accusato d’omicidio, assieme alla compagna, dal procuratore niuyorchèse Maxwell, amico e sostenitore del Montgomery, quest'ultimo preoccupatissimo di dimostrare che non s’è trattato, come invece insinua il presidente Richard, d’un falso attentato organizzato da lui stesso per pubblicità e finito male; il procuratore distrettuale è del tutto intenzionato a far condannare Vittorio sulla base d’un presunto movente passionale. Il vice questore e la fidanzata sono dunque estradati a New York per il processo istruttorio che, com’è largamente noto anche grazie a tanti film e telefilm, negli Stati Uniti avviene in aula presenti giuria e giudice. Diverse pagine presentano fasi del dibattimento. Il giovane avvocato del D’Aiazzo Sarah Ford ipotizza in primo luogo un delitto passionale da parte del marito pluritradito della vittima, signor White. Quanto a Ranieri Velli, desideroso d’aiutare l’amico ma impossibilitato ad agire personalmente fuori d’Italia, investiga a mezzo dell’agenzia dei ‘private eyes’ Taylor & Taylor. Indagano anche due collaboratori di Vittorio, i commissari Aldo Moreno e Mauro Sermoni, cercando di dimostrare l’innocenza del superiore e imbattendosi a un certo punto, a Torino, in importanti indizi che, uniti ai dati raccolti da Ranieri e dall'avvocato, condurranno alla soluzione.

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