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"Il terrore privato, il terrore politico", romanzo

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EDITRICE GDS - Collana "Romanzo" - pp. 182 - http://www.gdsedizioni.it/

 

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QUARTA DI COPERTINA

Dopo il racconto lungo “Vittorio il barbuto" (vedi) dello stesso autore esce, pubblicato anch’esso dall'Editrice GDS, il romanzo “Il terrore privato, il terrore politico”. Medesimi sono il protagonista, il vice questore Vittorio D’Aiazzo, e il comprimario, lo scrittore e giornalista Ranieri Velli. Entrambi i romanzi si possono definire gialli umanistici, incentrati come sono sul valore morale e culturale del singolo essere umano, qualità che postula il cosiddetto “diritto naturale” e lo speculare “dovere” verso il prossimo, sull’assioma dell’esistenza di princìpi etici immutabili ed eterni, contro il soggettivismo morale oggi imperante. Quasi un trentennio separa le due storie: mentre infatti Vittorio il Barbuto” è ambientato nel 1972, “Il terrore privato, il terrore politico” si svolge nell’ultimo anno del secondo millennio in un’Italia in cui, quasi quanto nella seconda decade degli anni 2000 che stiamo soffrendo, si sono già persi in gran parte gli ideali filosofico-sociali e teologico-religiosi, valendo ormai per moltissimi la regola del “faccio quanto mi pare purché mi sembri utile”, mentre sono verticalmente aumentate le minacce, gl’insulti e le aggressioni fisiche per i più futili motivi e in tanti un amore sfrenato per gli animali domestici ha sostituito quello per il prossimo. Ne “Il terrore privato, il terrore politico” un ottantaduenne Vittorio D’Aiazzo da tempo in pensione, affiancandosi al commissario Sordi, suo ex dipendente, investiga su omicidi che si presentano come l’opera nichilista d’un sadico assassino seriale o quali sacrifici al diavolo d’una delle sette sulfuree della Torino macabro-stregata, ma che, secondo il vecchio ex poliziotto, potrebbero avere, anche o soltanto, cause legate alla ragion politica e, in particolare, a quel terrorismo che aveva imperversato in Italia fino a una ventina d’anni prima e che si strascina ancora nell’anno 2000. L’anziano segugio troverà la soluzione, finendo però ucciso anch’egli, un attimo solo dopo aver risolto il caso, dalle mani assassine che aveva messo in luce: la morte del protagonista è resa nota al lettore fin dall’inizio, senza però, ovviamente, che sia svelata la soluzione dell’enigma; da quel punto il romanzo si svolge in flash back, narrato da Ranieri Velli, amico di Vittorio D’Aiazzo e suo compagno in passato in diverse indagini, casi che una parte degli estimatori di questi due umani investigatori conosce fin dal primo romanzo sulla coppia “Il poeta e il committente”, scritto nell’ormai lontano 1992 e pubblicato a cura dell’autore un paio d’anni dopo, in poche copie, come dono natalizio fuori commercio.

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