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OPERE GRATUITE DI GUIDO PAGLIARINO IN E-BOOK © Guido Pagliarino
Sono autorizzati lo scarico e la privata lettura domestica. Il plagio e la divulgazione totali o parziali e con qualsiasi mezzo saranno perseguiti a norma di legge tanto in sede penale che civile, art. 171 legge n. 633 del 22 aprile 1941
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Il copyright è dell'autore. Se, in generale e con particolare riguardo ai saggi, tu utilizzerai per una tesi o un altro tuo scritto, cartaceo od elettronico, argomenti o brani di uno di questi e-book, oltre a darne notizia per e-mail a Guido Pagliarino, dovrai citare l'autore e il titolo nella bibliografia e/o in una nota.
Opere di narrativa
a) in e-book PDF stampabile gratuito:
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E-book PDF stampabile "L'influrenza esterna - Romanzo", realizzato da Guido Pagliarino e distribuito da Lulu.com Un romanzo corale di fantascienza le cui vicende percorrono oltre un millennio e dove non agisce solo l''umanità, ma un Quid superiore con la sua "influenza esterna" sulla Storia, verificabile solo negli effetti.
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PER IL MOMENTO QUESTO E-BOOK È SCARICABILE GRATUITAMENTE: clicca
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E-book PDF stampabile "Il Vangelo perduto e ritrovato" realizzato da Guido Pagliarino e distribuito da Lulu.com Opera finalista e segnalata, sotto il titolo "Il Vangelo ritrovato", con Attestato di Merito al Premio Letterario Internazionale Jacques Prévert 2010 - XVI edizione - Sezione Narrativa (cui, secondo il Verbale della Giuria, hanno partecipato 90 autori dei quali 1 è risultato vincitore e 16 Finalisti e Segnalati dalla Giuria; l'opera, è stata segnalata con la seguente motivazione: «Una ricostruzione del proto Vangelo attraverso un espediente che richiama ad un falso ritrovamento d’un Vangelo. Una sorta di diario dell’apostolo Matteo che narra la vita di Gesù, l’incontro con Giovanni, gli insegnamenti di Gesù, poi il tradimento e il pentimento di Giuda, fino alla morte e alla resurrezione di Cristo. Il testo nasce da approfondimenti storici e attenta ricerca da parte di Guido Pagliarino che offre nuove prospettive e una diversa visione della vita di Gesù». Massimo Barile |
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Leggi la presentazione breve de "Il Vangelo perduto e ritrovato" |
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prima di copertina |
E-book PDF stampabile "Il Diavolo Verosimile - Racconti fra due secoli", realizzato da Guido Pagliarino e distribuito da Lulu.com
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Clicca per scaricare GRATUITAMENTE, l'e-book PDF "Il Diavolo Verosimile - racconti fra due secoli" |
b) in e-book MSReader gratuiti:
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prima di copertina dell'MS Reader (.lit)
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"Dai 40 sei Knock Out?" - Racconti in catena. < Per scaricare gratis l'e-Book MS Reader (.lit), clicca l'immagine di copertina Incipit del racconto Rosario P. e il network - capitolo IV di "Dai 40 sei K.O.?" Rosario era immigrato a Torino con la sua famiglia nella seconda metà degli anni '60, ancora ragazzino, dalla sua Sicilia. Il padre e i due fratelli, maggiori di lui, avevano trovato quasi sùbito un posto. Terminata la terza media, anche Rosario aveva cercato immediatamente un lavoro; ma lui non era riuscito a occuparsi: si era ormai in quegli anni '73/75 che sarebbero stati chiamati "della crisi del petrolio", anni di recessione economica. Svolto quindi il servizio militare come autiere, volontario a sedici anni, al ritorno aveva ripreso la ricerca del posto. Finalmente, era la fine del '76, aveva trovato occupazione! Autista e tuttofare presso una ditta artigiana che produceva imballaggi e serviva piccole industrie della cintura, tra cui quella di quell'ingegner Roberto Z. che già abbiamo conosciuto. Apprezzato dal titolare e del tutto ignaro che un giorno, a quarant'anni, avrebbe perso il lavoro, s'era sposato con Carmela, commessa in un negozio di scarpe e lei pure siciliana. Avevano avuto due figli, un maschio e una femmina. Grazie ai due stipendi, il tenore di vita della famiglia era stato piuttosto buono, almeno per quei tempi, ché oggi si pretende la luna e fors'anche il sole: utilitaria, vacanze... tanto che i coniugi avevano potuto accettare d'ospitare gratuitamente per qualche tempo parenti di lei, Marco ed Eva, parrucchieri che s'erano trovati falliti e senza appartamento. Veramente Rosario l'aveva fatto solo per affetto verso Carmela. L'avere per casa estranei gli era non poco dispiaciuto, tanto che aveva sentito grande liberazione quando quei parenti avevano lasciato i letti per non tornare più. Rosario non sapeva che di lì a pochissimo lui stesso sarebbe stato in gravi difficoltà. Leggi l'intero racconto sul Sito Letterario Generale" dell'autore |
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< Scarica gratis l'e-Book MS Reader (.lit): clicca l'immagine di copertina COME INIZIA Quel pomeriggio il tempo era bellissimo. Da anni la primavera non si presentava così buona; e pareva voler durare: un buon augurio per tanti; non per lui, ormai. Aveva avuto l’impulso d’andarsene; sino a quel momento, lo shock non gli aveva permesso di realizzare appieno. S’era alzato, vestito e, ascensore fino al box, via. Per dove? Non sapeva… sì, al mare! ma quasi subito, era a due isolati da casa, il pensiero: “Non trovandomi, si preoccuperanno”. Era tornato. “Vado a Albenga per il fine settimana. Tutto bene. Vi telefono”, aveva scritto sulla lavagnetta della cucina; e di nuovo era uscito. La sofferenza fisica non sarebbe venuta: un tumore al cervello indolore; quindi, diagnosi tarda: Matteo non aveva speranze. Due settimane prima, aveva iniziato, a tratti, a soffrire di debolezza; perciò analisi, ma troppo tardi. Prognosi: un mese di vita. Incredibile. Martedì scorso, dopo la sentenza, s'era celato in casa, la moglie con lui. Oggi però, venerdì, l'aveva voluta al lavoro: non si poteva lasciar chiusa l’agenzia per troppi giorni. S'era mostrato sereno e Federica, pur esitando, era uscita. Sarebbe tornata verso le diciotto, orario continuato e due panini in ditta, perché non era eccezionale che venissero clienti durante la pausa-pranzo. A mezzodì, lei gli aveva telefonato. "Tutto bene, tranquilla!" era riuscito a sorriderle. Sandro, terza media, sarebbe rientrato dopo le sedici; una delle volte in cui pranzava a scuola, lezione anche al pomeriggio: il figlio non sapeva ancora. Matteo era rimasto a letto quella mattina, appisolandosi, destato solo dalla telefonata della moglie, per poi riaddormentarsi. Erano ormai le sedici quando s’era trovato ben sveglio; e di colpo, la brama di fuggire l’aveva preso.[...]
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< Scarica gratis l'e-Book MS Reader (.lit): clicca l'immagine di copertina LEGGI UN BRANO DEL RACCONTO [...] Mentre io abitavo ancora coi genitori nonostante i miei trent’anni compiuti, fin dai tempi dell'università Girolamo, non essendo di Torino, era vissuto solo, in un bilocale in affitto in attesa d'accumulare il bastante per acquistarsi un appartamentino: "Dovrà essere ottimo e solitario!" esclamava: diversamente da me, non aveva alcuna intenzione di fondare famiglia e coccolava l'idea di restarsene per sempre "scapolone e amatore libero, splendido ed egotista". A rigore però, non viveva proprio da solo: gli faceva compagnia Baò, un cane su cui riversava affetto. Era uno di quei braccoidi di pelo nero con pettorina bianca, non molto grandi ma muscolosi, che si possono vedere al séguito di cacciatori di palude, cani che non sono catalogati di alcuna razza, pur se piuttosto omogenei nelle caratteristiche e apprezzatissimi da chi li conosca perché ottimi nuotatori e, dicono quegli esperti, anche meravigliose bestie da trifole; ma al mio amico i tartufi ripugnavano e la caccia era del tutto estranea al suo carattere. Si teneva dunque quell’animale per pura e semplice affezione. L'aveva salvato anni prima, poco più che cucciolo, da quasi certa morte per fame e sete, avendolo rinvenuto accasciato, muso e pancia a terra e zampe larghe, senza più forze, innanzi al portone di casa. Impietosito da quella posa e dallo sguardo che la bestiola gli aveva indirizzato, uno sguardo, m'aveva poi detto, "d'assoluta bontà e innocenza", l'aveva condotta su e rifocillata con l'unico cibo che avesse in quel momento in dispensa, l'etto di prosciutto e le due pagnotte che avrebbero dovuto servirgli per la cena, ricevendone poi tali manifestazioni di riconoscenza da non riuscire più a buttarla fuori. [...]
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