OPERE NEL SITO LETTERARIO GENERALE
INTRODUZIONE DELL'AUTORE ALLE OPERE SU D'AIAZZO E IL POETA (clicca)
Due libri e due e-book sui personaggi
"D'AIAZZO E IL POETA":
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Il poeta e il committente, romanzo, III edizione Copertina della Terza Edizione, in libro cartaceo
Contiene il romanzo "Il Poeta e il committente" Clicca per vedere il prezzo ed eventualmente acquistare il libro sul sito Boopen (Clicca qui per vedere i molti e vari modi per pagare acquistando direttamente sul sito Boopen) Gli ordini possono essere fatti anche presso tutte le principali librerie elettroniche, tra cui le seguenti: oppure oppure ordina a una libreria fisica indicando il codice ISBN 9788862230674 |
Il poeta e il committente, romanzo, II edizione Copertina della Seconda Edizione, in libro cartaceo e in e-book PDF stampabile, stampata e distribuita da Lulu.com, © Guido Pagliarino -------------------------> Clicca per ordinare a Lulu il libro cartaceo "Il poeta e il committente" Clicca per ordinare a Lulu l'e-book PDF stampabile "Il poeta e il committente Vedi la pagina con l'elenco di tutti gli e-book PDF di Guido Pagliarino Pagamento alla Lulu con Carta di credito o con PayPal Guarda tutti i libri pubblicati da Guido Pagliarino con la Lulu
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Leggi il parere di Giorgio Bárberi Squarotti sul romanzo "Il Poeta e il committente" Leggi la recensione di Pacifico Topa al romanzo "Il poeta e il committente" Il romanzo di Guido Pagliarino "Il Poeta e il committente" è stato Finalista (Targa del Sindaco di Novara) al Concorso Letterario Mario Pannunzio 2003 dell'omonimo Centro Studi
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D'Aiazzo e il poeta, racconti I quattro racconti sui personaggi "D'Aiazzo e il Poeta" sono pubblicati, in Libro cartaceo e in E-book PDF stampabile dal titolo "D'AIAZZO E IL POETA" che contiene, precisamente, i racconti lunghi "D'Aiazzo e il mostro a tre braccia", "D'Aiazzo e i satanassi", "D'Aiazzo il barbuto" e il racconto "Il Poeta e il fu D'Aiazzo". Vedi la pagina con l'elenco di tutti gli e-book PDF di Guido Pagliarino
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INTRODUZIONE DELL’AUTORE ALLE OPERE SU “D’AIAZZO E IL POETA”
Il Poeta e il committente [1992]
D’Aiazzo e il mostro a tre braccia [1994]
D’Aiazzo e i satanassi [1995]
Il Poeta e il fu D’Aiazzo [1996]
D’Aiazzo il barbuto [1998]
Scrissi queste cinque opere, con attenzione a caratteri e ambientazioni, a far capo dall’anno 1992 (fin al ‘98), prima che sorgesse la moda del giallo italiano. Avevo auto-stampato, in sole cinquanta copie, questi lavori via via che li avevo terminati, e li avevo donati ad amici: fatto è che nei primi anni ’90 gli editori privilegiavano ancora gialli violenti, cosiddetti splash, e non opere come queste, di cui son destinatari i lettori di narrativa in genere che non hanno gusti alla paprika e non disdegnano il poliziesco psicologico. Penso che sarebbe stato sbagliato ambientare nell’ultimo decennio del XX secolo i racconti sul commissario, e poi vice questore, Vittorio D'Aiazzo e sul suo aiutante Ranieri Velli, vice brigadiere e poeta part-time e, anni dopo, scrittore noto non più in Polizia; andare troppo indietro però, pur conoscendo la Storia, non m'avrebbe consentito la vivezza della diretta memoria; giusta m'è sembrata l'epoca, ancora pre-cibernetica, che va dalla fine degli anni '50 ai primissimi '70, nella mia Torino di quand'ero ragazzo. Una Torino in cui, nella Porta Palazzo del racconto "D'Aiazzo e il mostro a tre braccia", anno 1959, non abitavano ancora, come oggi, quasi soltanto extracomunitari, ma anziani piemontesi in pensione, originari della zona, e giovani famiglie dell'immigrazione meridionale. Una città, come pure nel racconto "D'Aiazzo e i satanassi", in cui arterie principali quali corso Vittorio Emanuele e corso Regina Margherita vedevano, quasi, più mezzi pubblici che privati; tra questi, le auto più costose (oltre i 1100 centimetri cubici era già grossa cilindrata, si pensi alla FIAT 1400, all'ALFA Giulietta berlina prima serie 1200, alla fantasmagorica, per giovani figli di ricchi, LANCIA Aurelia Sport, quella del film "Il sorpasso", diretta concorrente della Giulietta spider, macchine acquistate dalla media e alta borghesia) e le prime 600 e 500 normalmente comperate a rate, con chili di cambiali, da qualche impiegato già avanti nella carriera o occupato alla regina FIAT, signora più di oggi di Torino e cintura; nonché vespe e lambrette, solitamente di operai e di impiegati statali e comunali e, nei contro viali, ancora molte biciclette. Un'epoca nella quale non c'erano il personal computer e il telefonino, tutte le famiglie avevano la radio ma pochissime la televisione, in bianco e nero, canale RAI unico: però senza pubblicità, a parte il simpatico Carosello. Una Torino in cui un commissario all'antica poteva ancora esistere e operare quasi come i suoi colleghi dei gialli classici europei anni '20 - 50.
Nel racconto "D'Aiazzo e il mostro a tre braccia", in origine intitolato "D'Aiazzo e gli stupidi", scopro i colpevoli d’un abbietto omicidio già verso i due terzi della narrazione, mentre dedico il resto a spiegare il come e il perché.
In "D'Aiazzo e i satanassi", gioco sul pirandelliano "Così è (se vi pare)". Qui le indagini proseguono fin quasi al termine, più una sorpresina finale.
Seguendo la cronologia dei personaggi, ma non l'ordine in cui ho scritto queste opere, dopo "D'Aiazzo e il mostro a tre braccia" e "D'Aiazzo e i satanassi", ecco "Il Poeta e il committente" – il primo lavoro su D’Aiazzo e il suo aiutante,svolto nel 1992 – un romanzo ambientato nel 1969, anno dello sbarco sulla Luna, degli scoppi di tralicci in Alto Adige e della strage alla Banca dell'Agricoltura. Gli uffici e gli appartamenti sono ancora ben lontani dall'essere computerizzati, si affacciano timidamente le prime, carissime fotocopiatrici, la lira ha ancora almeno 15 volte il potere d'acquisto che avrà nel 2000 (secondo altri calcoli, addirittura 20 volte); un docente delle superiori guadagna, all'inizio di carriera, 108.000 lire al mese; ma il Paese è già differente da quello delle storie ambientate a fine anni '50 - inizio '60. Siamo ormai in pieno clima politico di contestazione, nonché di tentazioni, in certi ambienti, di colpi di Stato. Una parte della vicenda si svolge a New York, ma quasi solo in interni, per usare un linguaggio cinematografico, a parte qualche trasferimento automobilistico. Il cuore dei protagonisti resta in Italia anche durante le loro trasferte americane, la loro mentalità, e dunque quella dell'io narrante Velli, è del tutto "italiana del tempo che fu", non internazionale.
"Il poeta e il fu D'Aiazzo", più breve, è ambientato nel 1971, tempo ancora di dogane e passaporti e di viaggi europei prevalentemente in treno. Non molti si muovono in aereo, all'interno dell'Italia sui jet, di progetto francese, Caravelle che, da circa un decennio, hanno sostituito i vecchi turboelica americani Costellation, mentre i primi, più grandi Boeing sono riservati ai voli internazionali. Il Jumbo e il Concorde restano ancora alla fase di progetto. Molti nel nostro Paese, che continua a subire manifestazioni di piazza violente (al terrorismo di sinistra mancano ancora circa tre anni), stanno avendo la forte tentazione di sottomettersi a una dittatura fascista, l'estrema destra sta per aumentare i suoi voti: l'ho ricordato a puro titolo di cronaca, perché in questo racconto, a differenza che ne "Il Poeta e il committente", la situazione sociopolitica non risulta: si tratta di un'opera, per così dire, domestica, in cui il D'Aiazzo è vittima d'un reato e il Poeta riprende a indagare, per mera amicizia nei suoi confronti.
Infine, "D'Aiazzo il barbuto", già "Il Poeta e D'Aiazzo il vedovo", si svolge nel 1972. In Italia non manca più molto al terrorismo delle Brigate Rosse, gli Stati Uniti continuano nella guerra in Vietnam; ma queste cose non figurano nel racconto, perché non servirebbero. Come già ne "Il Poeta e il committente", una parte della storia è ambientata a New York; ritornano personaggi di contorno, come l'editore Mark Lines e il carrierista politico Donald Montgomery. La mentalità dei protagonisti resta, come nell'altra opera, tutt'altro che internazionale, è quella degli Italiani "del tempo che fu", che eccezionalmente viaggiano in altri continenti e, di solito, non vi stazionano a lungo, a parte gli emigranti: la mentalità americana del business e del fast food, purtroppo oggi imperante anche in Europa, vi fa appena capolino, peraltro contestatissima in Italia dalla maggioranza dei giovani che, negli anni '70 dello scorso secolo, punta a un sistema collettivistico di tipo gulag sovietico o cinese: una società che pare volta all'impazzimento e in cui per i personalisti, come me, è difficile vivere. Questa volta ho voluto entrare nel genere giallo giudiziario: diverse pagine presentano fasi d'un processo istruttorio americano; ma qui non sarà l'avvocato a risolvere pienamente il caso, come nei gialli alla Perry Mason, bensì la Polizia italiana. Altra novità, pur essendo figure essenziali del racconto, questa volta il vice questore Vittorio D'Aiazzo e lo scrittore Ranieri Velli non indagano. Se ne sono un po' seccati con me e, talvolta, vengono a "bussarmi", per chiedermi di scrivere subito una nuova storia su di loro; in più, "pretendono" che sia ambientata durante la loro giovinezza, negli anni '50 e '60 del XX secolo. Magari potessimo ringiovanirci tutti così. Comunque, non credo che sarà per il prossimo futuro; più in là, forse.
GUIDO PAGLIARINO
Recensione del sito sulla rivista JACK, n. 8, maggio 2001, Libri, pag. 126