© Guido Pagliarino
NON C'È PIÙ RELIGIONE
II -LAICISTA DUNQUE NON MI PARE IL MASSIMO
1. Il progetto d’una società senza Dio.
I fatti determinanti del XIX e del XX secolo seguono in Occidente una stessa linea, secondo il progetto, che viene da un po’ più lontano, di creare una società senza Dio sufficiente a sé stessa, nella quale l'uomo trovi la sua piena, autonoma espressione. Si punta a uno Stato che non accetti nessuna Norma superiore cioè, in questo particolare senso, che sia assoluto. Ne è condizione la lotta al Cristianesimo. Si tratta di un ateismo, o come lo definiva il Proudhon di un antiteismo, umanista che si concreta in anticristianesimo e passa nell'800, con gravissime conseguenze nel '900 (volendo approfondire di molto questo punto, si legga il saggio del de Lubac richiamato in bibliografia), soprattutto attraverso tre filosofie, che vedremo un po’ meno di sfuggita più avanti, quella positivista del Compte, quella del Marx, che tiene conto del pensiero del Feuerbach e del Bauer, e quella del Nietzsche: oggi la più pericolosa, soprattutto nella sua diffusissima caricatura volgare.
Quei filosofi dell’800 ritenevano che la fede in Dio fosse ormai storicamente pronta a scomparire e che l'ateismo sarebbe divenuto presto definitivo. Pensavano che i tempi fossero ormai maturi perché un umanismo assoluto sostituisse del tutto l'umanismo cristiano. Benché queste filosofie fossero tra loro diverse, unanime era il loro progetto di eliminare Dio; e comune, contro le intenzioni, ne è stato il risultato di aggredire la persona umana.
C’è stato dunque un tempo in cui essere laicista è stato considerato da molti intellettuali assai più intelligente che essere credente.
"Un momento, con laicista intenderesti laico"?
Già, meglio spiegare.
Anzitutto, la parola laico spetta, storicamente, al cristiano che non appartiene né alla gerarchia ecclesiastica né a un ordine religioso(1) e neppure ha fatto voto privato davanti a Dio di povertà, castità, obbedienza. In secondo luogo, ma non per importanza, mi sembra bene dire laicista perché meglio esprime la forte determinazione di queste persone, una sorta di fede antireligiosa, direi, nel puntare all’uomo centrale, nell’orgoglio d’essere al di fuori di qualunque chiesa: qui c’è tuttavia un’illusione, anche se di laiciste e non religiose chiese si tratta. Veramente, qualche laicista, se oltre che tale è pure appartenente alla chiesa animalista(2), rischia di confondere un po’ le idee nell’ambiente; però nel complesso continua a reggervi la certezza che l’essere umano, come specie, è centro di tutto e che Dio, se c’è, quanto a morale si fa gli affari suoi(3). Certi laicisti, al riguardo, confondono Dio, eterno per definizione, con l’indifferente universo, nemmeno che questo non abbia avuto un inizio e non sia destinato a finire. Altri ancora si dilettano di New Age, anche ricorrendo a maghi ed oroscopi, sicuramente non senza qualche contraddizione.
"Ho capito cosa intendi con laicista; ma siccome è ormai nell’uso, non sarebbe meglio, comunque, dire laico?".
D’accordo. Dopotutto basta accordarsi su cosa si vuole etichettare con la parola.
Cosa stavo dicendo? Ah, sì: quel tempo lungo secoli, dal diciottesimo, ma anche dapprima per certi aspetti, ad oggi, ha portato infine i laici - contento? - dall’illusione dell’uomo centrale a sempre più gravi delusioni. Oggi quelli più colti, filosofi in testa, cominciano a sospettare che la società laica sia sull’ultima spiaggia, tant’è vero che iniziano a porre pubblicamente in discussione se sia possibile o no un’etica laica. Gli altri però non se ne sono forse accorti che questa società invivibile è ormai sul bagnasciuga. Forse portano scarpe anfibie. Quelli cosiddetti di cultura media, almeno stando ai loro discorsi salottieri, sono ancora ben ancorati alle idee positiviste dell’800; evidentemente non sanno che sono state sconfitte dall’esperienza e dunque rifiutate dalla moderna filosofia della scienza. Ci sono poi laici sì di grande cultura ma solo scientifica. Pare che anch’essi, come i precedenti, non si pongano il problema dell’attuale società amorale; o se sì, evitano di parlarne. C’è ad esempio una scienziata, cristiana solo da bambina, dice, si sa, quando si è bambini non si può scegliere razionalmente, che al di fuori del suo campo imperversa nelle frequenti telediscussioni sul divino facendo propaganda di laicismo e antireligione. Di religione dimostra d’essere sostanzialmente ignorante: credo che non sia andata, appunto, oltre il semplice catechismo dei bambini per la prima Comunione; e dunque la sua parola d’esperta è sicuramente molto costruttiva. Riesce assai bene a creare dubbi o peggio nei credenti meno provveduti, sicuramente con un danno perché l’etica religiosa, bene o male o, piuttosto e mediamente, così così, riesce ancora ad evitare qualche canagliata contro il prossimo; ben inteso, mi riferisco a coloro che credono davvero, non ai credenti di facciata come, ad esempio, coloro che per mero interesse si aggregavano alla Democrazia Cristiana quand’era un partito potente. Peraltro non erano peggiori di quegli altri che, senza essere comunisti, s’intruppavano nell’altrettanto potente Partito Comunista Italiano degli anni ’70 per averne vantaggi.
"Ecco che sbuca fuori la politica: mi pareva!".
No, è già storia; e a proposito di storia, vogliamo fare un breve viaggetto storico?
"Sì, se non sarà troppo noioso".
Ci proverò. Andiamo dunque a circa duemila anni fa…
"Ah no, eh?!"
… per poi percorrere in non molte pagine aspetti della storia occidentale fino ad oggi…
"Ah, beh".
… con preghiera, se possibile, di non interrompermi.
[OMISSIS]