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    Ecco nove cortometraggi a passo ridotto, prevalentemente a disegni animati, girati su pellicole 8 millimetri o Super 8 tra il 1972 e il 1983 dai fratelli Guido e Giorgio Pagliarino e visionabili in formato elettronico su Youtube:

Così parlò Zarathustra © 1972

8 millimetri realizzato con cinepresa Bolex Paillard P2    

Allegoria sullo pseudo superomismo volgarizzato dal razzistico nazifascismo.

 

 

 

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1+1 ovvero Il Pianeta delle Palle © 1974

Super 8 realizzato con cinepresa Nizo 800

Primo cartone animato di Guido e Giorgio Pagliarino, realizzato negli anni 1974/75. L'opera partecipò al Festival Fedic - Federazione Italiana dei Cineclub -, allora svolto a Montecatini, nell'estate 1975 con buon successo. Si classificò poi primo assoluto nella prima edizione del Festival internazionale del cartone animato di Metz. Fu trasmesso da televisioni private fra cui Canale 5 - ancora con sede a Torino -. I personaggi, ideati e disegnati dallo scrittore Guido Pagliarino ( www.pagliarino.com ) sono palle con caratteristiche molto, molto simili, ad esempio le mani staccate dal corpo, a quelle delle emoticon avanzate che, decenni dopo, sarebbero state popolari in rete. L'argomento di quest'opera appare oggi, dopo 42 anni, un poco profetico, anticipando aspetti negativi della violenta società contemporanea. Tecnica: disegni su fogli di carta bianca con sfondi sovrapposti realizzati invece su fogli di celluloide trasparenti; colori acrilici. La stretta, fragile pellicola fu poi proiettata nel corso degli anni almeno un centinaio di volte presso cineclub, festival cineamatoriali e alcune televisioni, subendo un'usura che, sul video presentato su Youtube, si nota. Il film dovrebbe esser preso comunque come una testimonianza storica relativa al ben raro cinema d'amatore a cartoni animati su pellicola Super 8, realizzato con mezzi ultra artigianali decenni or sono.

 

 

 

 

 

 

 

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Universi paralleli © 1976

Super 8 realizzato con cinepresa Nizo 800

Cortometraggio a soggetto di fantascienza - fantapolitica - realizzato da Guido e Giorgio Pagliarino nell'anno 1976.  Il doppiaggio è in lingua francese. In uno dei cosmi del multiverso tra quelli più prossimi al nostro, sull'alter Terra, negli anni '70 del XX secolo il partito comunista filosovietico sta ormai per conquistare il potere in Italia. Il clima sociale è ormai persecutorio verso chi abbia idee non comuniste e, quasi come nell'URSS, il non essere allineati al marx-leninismo è ormai molto pericoloso. Il protagonista del film è un fanatico attivista del partito comunista filosovietico. Egli è uomo che poco si cura della propria moglie, tutto intento com'è a far politica; è persona che, per sistema, redarguisce severamente chiunque non sia perfettamente in linea; si avvale della propria posizione politica per mettere a tacere chi lo contesti per qualunque motivo, comprese le ragioni private; ma ecco che, per un incidente stradale dovuto alla nebbia, quella nebbia che, metaforicamente, offusca il suo cervello, egli viene sbalzato in una dimensione parallela. In quest'altro alter cosmo, in Italia un regime totalitario anticomunista di stampo fascista ha vinto la seconda guerra mondiale, trionfando in un solo giorno grazie alla bomba atomica, ideata da un alter ego del nostro fisico Majorana; in tale alter cosmo costui è scomparso soltanto dopo l'invenzione, non prima. Accade dunque che..

 

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Il matto s'immagina le cose ©  1976

Super 8 realizzato con cinepresa Nizo 800

Essendo stato girato nell'anno 1976 quando l'Italia era in pieno marasma politico, il film fu dedicato "Ai dissidenti sovietici". Nell'opera si rappresenta, sotto l'allegoria di un ospedale, in particolare del suo reparto psichiatrico, uno stato dittatoriale sovietico. Aguzzini seviziano e uccidono le loro vittime; queste cercano vanamente di ribellarsi; non tutte però, tra di esse qualcuna, nonostante tutto, ama essere dominata e s'oppone anzi violentemente a chi cerchi di difenderla, talmente è stata fanatizzata dal regime. Poiché in Italia, nell'anno 1976, si era prossimi al cosiddetto "compromesso storico" fra Democrazia Cristiana e Partito Comunista – non ancora libero dai vincoli con l'Unione Sovietica –, in vari momenti del film, oltre al simbolo della stella rossa, compare quello crociato dei democristiani. I disegni, a differenza che in altre opere degli autori dove, sia pur da dilettanti, s'era e si sarebbe tentato un disegno armonioso, furono volutamente realizzati in modo piuttosto disarmonico per contribuire al senso di disagio che si voleva creare nello spettatore.

 

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Lo zufolo stregato  ©  1978

Super 8 realizzato con cinepresa Nizo 800

Argomento fantasy (con sottintesi socio-politici): C'è ribellione sopra mondo alieno popolato da varie razze e governato da un tirannico re. I vessati sudditi cercano di eliminare il sovrano, che però riesce a fuggire e volare con la sua astronave entro una dimensione parallela, dove troneggiano sculture macroscopiche di filosofi politici utopisti quali Platone, Campanella e Moro. Qui il re ingaggia e vince una partita a scacchi con quella morte che i suoi sudditi volevano infliggergli (ovvia citazione de "Il settimo sigillo", anche se con esito opposto della partita), morte che assumerà  al termine del film le sembianze del Leviatano dell'Hobbes. L'apparente vittoria del re viene ricompensata con uno zufolo stregato che gli è porto ossequiosamente da un idolo ermafrodita. Con lo strumento egli torna al suo mondo e...

 

 

 


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Fabula rasa ovvero le formiche e la cicala ©  1980

 

Super 8 realizzato con cinepresa Nizo 800

Non si tratta della celebre favoletta-apologo "La cicala e la formica", in cui la formichina operosa lavora indefessa nei mesi fertili per metter da parte chicchi e altre cibarie per l'inverno e la cicala scriteriata canta pigramente durante tutta la bella stagione senza provvedere al proprio futuro e morirà  dunque di fame all'arrivo dello sterile inverno; no, qui la formica sì lavora, la cicala sì canta - ma, attenzione: con voce d'artista - e però... a quale scopo la prima fatica? Cosa mai accumula? E d'altronde, forse che le formiche, oltre a chicchi e altri cibi vegetali, non mangiano anche... qualcos'altro? D'altro canto, cosa ci sta mai a fare, là  intorno, un "deus ex machina"? Comunque sia, anche "Fabula rasa ovvero le formiche e la cicala" è un apologo.

 

 



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Le porte ovvero il porto  ©  1981

Super 8 realizzato con cinepresa Nizo 800

In un futuro non lontano – si consideri che il film fu realizzato nell'anno 1981 - dilaga ovunque la disperazione. Sono venuti meno i valori ideali, si è abbandonata la dimensione spirituale superando le porte della materialità più bruta; la persona si è annichilita fin a perdere, metaforicamente, la faccia. Il male, in sembianze allegoriche di drago, incombe, minaccia il pianeta e si prepara a dominarlo tramite i suoi falsi valori. Solo se si oltrepasserà di nuovo la porta della spiritualità e si volerà ancora moralmente si potrà tornare individui, si potrà essere persone, in senso umanistico. Qualcuno darà finalmente l'esempio, in quel futuro prossimo? Qualcuno, innalzandosi clamorosamente verso il bene dello spirito, attirerà i suoi simili conducendoli al porto della salvezza?

 

 



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Babao povero mostro ©  1982

Super 8 realizzato con cinepresa Nizo 800

In un mondo scientificamente e tecnologicamente brutale che ama la materia e rifiuta lo spirito, Victor Frankenstein vuol realizzare biologicamente un superuomo forte come Superman e geniale come Einstein. Al primo tentativo crea solo una bestia, al secondo, finalmente, un essere umano, ma apparentemente mostruoso. Solo apparentemente tuttavia, perché è sì deforme, ma ha cuore di poeta e artista: a ben vedere,lo scienziato, fra gl'ingredienti che hanno concorso alla creazione, ha dovuto aggiungere la poesia. Basandosi però Frankenstein, come moltissimi oggidì, sulla mera apparenza, non riconosce il valore della sua creatura; anzi, egli se ne spaventa fin al punto di volerla eliminare. Ci riuscirà? Forse. Comunque anche se, come purtroppo sta accadendo oggi, lo spirito di poesia viene sepolto, in qualche forma non potrà che tornare a vivere.

 

 



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Controcampo  ©  1983

Super 8 realizzato con cinepresa Nizo 800

Il film mostra allegoricamente il cinema come un viso avente un solo occhio – ovviamente l'obiettivo – e una mano che apre e chiude le dita, un po' come un otturatore di cinepresa o di proiettore. Le tre persone sedute a un tavolo nel semibuio in controcampo rappresentano quei critici e quei membri di giurie che non capirono certi validi film – salvo, a volte, ricredersene, non insovente solo dopo la morte degli autori -.

 

 



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